
junior alla pari
domenica 30 marzo 2008
lunedì 25 febbraio 2008
E PER TE...
Voglio essere ottimista e sperare che ce la farà !!!
Non so quanto possa essere grave la sua situazione fisica ma per quanto ne so io, si guarisce dopo l'intervento...lei ora è in rianimazione ed è in pericolo di vita...
Come classe la abbiamo spesso un po' esclusa sotto certi punti di vista anche se è una ragazza dolce e squisita...è solo in questi momenti che si rivalutano le persone e ci si rende conto degli errori commessi e di quanto tempo sia stato sprecato senza di lei finora...
In questo momento le staremo vicini più che potremo e quando uscirà dall'ospedale verrà accolta con molto più affetto di quanto si aspetta...SÌ, PERCHÈ USCIRÀ DALL'OSPEDALE E TORNERÀ CON NOI...è una ragazza molto determinata ma dobbiamo renderla più forte ed è solo dimostrandole il nostro più sincero affetto che potremo dare il nostro contributo !
Questo intervento non è fatto solo di rimpianti ma è solo un modo per dirvi che dovete passare il maggior tempo possibile con tutti coloro che vi circondano, non sottovalutate nessuno perché ogni vita è importante, che sia la ragazza che passa la sua vita sui libri o che sia la persona più superficiale !!!
È un consiglio importante quello che vi sto dando che per me è stata un'opportunità per crescere !
TIENI DURO E GUARISCI PRESTO!Alberto
giovedì 14 febbraio 2008
CROLLO EMOTIVO
Cosa mi può essere successo per ridurmi in uno stato di sconforto inconsolabile la mattina del 13 febbraio? Tutto è cominciato dopo tre ore di profonda apatia in classe che mi ha colmato la testa di pensieri.
Quando è suonata la campanella della terza ora è uscita dalla classe la prof. di Francese, io come ho già detto ero caduto in apatia e quando tutta la classe si è alzata in piedi all'entrare della prof. di Inglese, la mia tranquillità cogitante è stata interrotta dal frastuono delle sedie e dei banchi in tumulto!
Tutto sembrava andare per il verso giusto e ristabilitasi la calma all'interno dell'aula la professoressa comincia ad intraprendere un discorso molto interessente che avrebbe funto da preambolo ad una successiva discussione riguardo alcune pagine del libro di Umberto Galimberti "L'ospite inquietante".
Io avrei voluto ascoltare e partecipare a tale discorso solo che la mia mente era altrove e del tutto assente.
Dopo qualche giro di sessanta secondi delle lancette avevo le lacrime agli occhi: in silenzio stavo riflettendo sulla mia vita attuale quando le intense parole pronunciate dalla professoressa sono andate ad aprire il rubinetto dei miei penseri, facendo così sgorgare acque rumorose dalle mie congiuntive impregnate di tristezza.
Mentre le lacrime si caricavano nei miei occhi sempre più pesanti ed io continuavo col mio silenzio apatico, lasciando il corpo seduto abbandonato sul banco e volando con la mente, la professoressa ha chiesto cosa stesse accadendo al mio corpo ed è così che ci sono rientrato in modo tale da poterle rispondere, solo che non avevo previsto che una volta tornato nella mia carne, quest'ultima fosse talmente carica di tensione da scaricarla insieme alle acque che nel frattempo ho cominciato a sgorgare. Ed è cosi che in pratica è iniziato il crollo emotivo, probabilmente dovuto ad un sovraccarico di stress, emozioni, pensieri e piccoli problemi che caratterizzano l'attuale periodo della mia vita...
Quando alzando il volto mi sono accorto che tutta al classe mi stava guardando, le parole non riuscivano a varcare le mie labbra ed è cosi che un incessabile pianto ha preso il sopravvento.
Dopo un po' ho chiesto al resto del mio mondo di lasciare che tutto passasse da sé senza interrompere il dibattito con la prof. ma quando ho notato che la crisi non era finita lì ho chiesto di uscire dalla classe e ho cominciato a vagare per il corridoio in direzione dei bagni, con aria smarrita, le gambe pronte a cedere ad uno svenimento e lacrime che mi rigavano il volto.
Ai compagni di classe e ai bidelli che mi hanno offerto conforto o aiuto ho risposto: "Va tutto bene, ho solo un po' di mal di pancia" il che in parte era vero perché avevo realmente un blocco intestinale il quale fungeva da complice in questa trappola che la fragilità mi ha teso.
Una parte poco piacevole è stata quando due ragazze che mi osservavano indiscretamente mentre andavano in bagno si sono spaventate vendendomi agitato, sull'orlo dello svenimento, tremando a tempo del mio sangue effervescente e con il cuore che pulsava quasi stesse gareggiando a chi andava più forte con il mio respiro affannoso! Qualsiasi possa essere stato il motivo specifico di questo sfogo, ha sorpreso tutti vedermi in questo stato. E forse è meno inquietante però rispetto ai miei tanti sorrisi sforzati, cui tutti erano abitutati a vedermi, e a quando fingo di avere tutto sotto controllo o di potermi svagare lanciandomi in direzione opposta rispetto al buon senso.
Alla fine della quarta ora sono rientrato in classe dopo essermi asciugato il viso ma con gli occhi comunque stropicciati e chiedendo scusa alla classe e alla prof per il disagio che ha generato questa ambigua manifestazione dei miei sentimenti.
L'ora successiva, nonché l'ultima della giornata, è stata più gradevole, se non al quanto imbarazzante. Comunque i miei compagni hanno accolto la mia richiesta di rimandare le spiegazioni all'uscita e si è continuata la discussione con la professoressa la cui soave parola mi ha riportato il sorriso sulle labbra.
Questo sfogo è stato da una parte molto utile e ha segnato di certo l'inizio di una nuova storia, la mia e di chiunque voglia camminare con me per il sentiero, ora più illuminato ai miei occhi, della vita.
Speriamo che le lacrime portino consapevolezza, quindi solidità, equilibrio e nuovi sorrisi, più veri.
