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martedì 26 febbraio 2008

Il telefonino


Mi racconto….
Sono un ragazzo di 16 anni è frequento il terzo anno dell’IISS “F.Bottazzi” di Casarano. Il mio problema? Il telefonino. E’ vero che questo problema è comune a molti ragazzi, ma forse pochi lo vivono come me, un senso di disagio dovuto alla consapevolezza di non poterne fare a meno.
Tutto è iniziato all’età di 9 anni quando ho ricevuto in regalo un telefonino. Ero molto contento, perché ciò mi faceva sentire importante. Ricordo che a scuola lo facevo vedere con orgoglio ai miei compagni e la loro meraviglia mi faceva sentire superiore, perché avevo qualcosa che gli altri non avevano. Per circa 2 anni lo utilizzavo solo per telefonare o ricevere le telefonate dai miei genitori, ma quando in prima media cominciai ad imparare a comunicare con gli sms nn potei più farne a meno.
Infatti, ogni qualvolta che arrivavano dei messaggi indipendentemente dall’orario dovevo necessariamente rispondere.
I messaggi mi arrivano anche in classe durante la lezione, e più forte di me, non riesco a tenerlo spento, devo rispondere!!! Mi sono reso conto, però che a lungo andare questo mio comportamento mi ha interiormente cambiato e questo lo ho potuto costatare personalmente quando si è rotto il telefonino.
Sono rimasto per circa un mese senza telefonino perché era in assistenza.
Devo confessare che era come se mancasse una parte di me, mi sentivo nervoso e irascibile, bastava poco per farmi arrabbiare, non mi andava bene niente ero spesso arrabbiato con me stesso, con gli amici e con i miei.
In quel mese di “astinenza” avevo fatto l’amara scoperta di essere diventato dipendente da un oggetto: il “telefonino”. E’ veramente triste rendermi conto che nelle 24 ore della giornata non puoi fare a meno di qualcosa che per te è importante. Ci sono, però, dei momenti in cui sono contento a lasciarlo, quando mi alleno al campo, quando sono ad allenarmi non sento la necessità di prenderlo e usarlo, perché ciò che faccio in quelle ore mi piace e impegno tutto me stesso. Ma poi in terza media ho incominciato ad avvertire un certo disaggio verso lo studio e le nuove amicizie che ho avuto in quel periodo, hanno contribuito a distogliermi completamente da esso.
In questa situazione di disagio, devo aggiungere che anche il rapporto con i miei genitori rischia di essere compromesso.
Infatti, con loro non ho un vero e proprio dialogo, anzi quando cercano di farmi qualche osservazione il cui utilizzo il telefonino, mi da fastidio e mi rifiuto di rispondere. L’unica persona con la quale parlo e mi confido è mia sorella maggiore e con lei che parlo dei miei problemi. Mentre scrivo queste poche righe pongo a me stesso una domanda: perché provo un certo malessere nel rendermi conto di non poter fare a meno di un telefonino? Io voglio trovare una risposta, ma nello stesso tempo vorrei dire a tutti i ragazzi che il cellulare si può anche avere, ma bisogna usarlo con intelligenza e responsabilità se non si vuole diventarne “schiavi”.